Basilica di San Pietro in Vaticano:
la solidità della Chiesa "apostolica"

 

Venti secoli fa, un pescatore di Galilea fu conquistato da Cristo e da lui costituito capo dei suoi apostoli con l'arcana dichiarazione: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa". Approdato a Roma, finì giustiziato sulla croce come il suo Maestro, presso l'obelisco del circo vaticano. Fu sepolto nella vicina necropoli. La sua sepoltura nella nuda terra sconvolse, però, il Vaticano del circo e delle ville imperiali. Le sue reliquie diventarono la pietra angolare del più grande tempio e la caparra dell'eternità di Roma.

Se camminiamo nella necropoli vaticana, abbiamo l'impressione di rispondere all'invito del prete Gaio che, intorno al 190, così sfidava l'eretico Proclo: "E io posso mostrarti i trofei degli apostoli, perché se tu vai in Vaticano o sulla via Ostiense troverai i trofei dei fondatori di questa Chiesa". Quel trofeo era un piccolo monumento a edicola con due nicchie sovrapposte, con due colonnine di 80 cm. Una è visibile ancora oggi. Il sepolcro di Pietro si trova 7 m sotto l'altare della "confessione", ossia del martirio dell'apostolo.

Quando nel 313, Costantino concesse la libertà ai cristiani, la venerazione di quell'umile tomba fu tale che egli non temette di compiere una follia architettonica e di profanare una necropoli in uso. Fece costruire una basilica immensa, di 110 metri per 55, sotterrando o scoperchiando sepolcri, su un terreno argilloso e sulle pendici di un colle da sbancare. C'è uno stretto legame tra tomba, altare e basilica. E' una catena spirituale e fisica che, attraverso la sepoltura di Pietro, unisce la Chiesa di Roma a Cristo. Perciò il Vaticano è una nuova Terra santa, una nuova Gerusalemme. Questa tomba è il punto d'appoggio del Vaticano e la basilica è solidamente fondata su quella roccia.

Dopo la basilica costantiniana, il nuovo tempio fu eretto in oltre un secolo dal 1506 al 1616 sotto 12 architetti e ben 18 papi. Entrando dalla porta a destra, ci fermiamo dinanzi alla Pietà, scolpita dal ventiquattrenne Michelangelo, per il Giubileo di 500 anni fa. La Madre è serena, con un volto giovanile, mentre riprende nel suo grembo il Figlio deposto dalla croce. L'interno della basilica appare così armonioso da non far quasi percepire la sua grandiosità. Le dimensioni delle maggiori chiese sono segnate sul marmo della navata centrale. Evidenziano la vastità di questo tempio che è il più grande del mondo ed è dedicato al mandato di Pietro.

L'immensità della navata, la teoria dei 39 santi che s'affacciano dalle nicchie e le 28 figure allegoriche che si sporgono dai cornicioni, la successione delle arcate: tutto conduce verso il centro dove il baldacchino del Bernini costituisce il richiamo alla preghiera sopra l'altare. Le colonne tortili comunicano un senso di leggerezza spingendo lo sguardo che si perde nella luce dorata dei mosaici della cupola.

Il nostro sguardo è lasciato libero di dirigersi verso il fondo dell'abside dove trionfa la fantastica macchina berniniana della Cattedra di Pietro, inquadrata dalle colonne e dal tetto del baldacchino. L'effetto è voluto. Quando il Papa celebra all'altare, i fedeli vedono dietro e sopra di lui lo Spirito Santo e la Cattedra. Il gigantesco reliquiario racchiude la cattedra lignea che si credeva appartenuta a S. Pietro ma è del re carolingio Carlo il Calvo. Alla base del trono, quattro grandi statue di dottori della Chiesa che con i loro gesti sembrano sostenere la cattedra, simbolo dell'autorità del Pontefice ispirata dallo Spirito Santo. E' una lezione di teologia cattolica con arte barocca.

Il fedele che andava a pregare sulla tomba di Pietro, dopo aver baciato il piede della sua statua di bronzo, era ansioso di venerare le reliquie della Passione di Cristo, esaltate dalle grandi statue ai pilastri della cupola. La reliquia più popolare era il Volto di Cristo sul panno della Veronica. La sua ostensione era il momento emotivamente centrale del pellegrinaggio.

Ma anche fuori della basilica, il genio di Bernini ha reso con un pizzico di teatralità una emozione religiosa. Nell'abbraccio della più bella piazza, il pellegrino sente di essere accolto tra le braccia materne della Chiesa e di assistere al trionfo del Signore. L'anfiteatro ellittico sorge sul luogo dove Pietro e tanti cristiani vennero suppliziati. L'obelisco richiama il martirio e il trionfo. Accanto ad esso, Pietro fu crocifisso ed ora quello che fu il simbolo del potere dell'imperatore, testimonia il trionfo della croce.

Orazio Petrosillo